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La storia del Comune di Castel San Niccolò

 

  Durante il Medio Evo la rocca di San Niccolò costituiva lo spartiacque strategico tra le confinanti repubbliche di Arezzo e Firenze.

La prima menzione certa del castello è del 1253 quando passò dal conte Guido Novello a Guglielmo di Guido Novello di Modigliana. Prima di questa data le notizie appaiono confuse, nei documenti, a quelle relative alla Pieve di San Martino a Vado, che sorge ai margini del sottostante abitato di Strada, e che anticamente dava il nome a tutta la zona circostante. La stessa chiesa castellana di San Niccolò era sottoposta alla pieve di Vado fin dal XII secolo. Il castello ha preso il nome del santo cui è intitolata la sua chiesa ma il poggio su cui sorge si chiamava in antico Ghianzuolo o Ghiazzuolo.

Oltre alla documentazione storica è interessante accennare alla leggenda di fondazione del castello, riportata dalla voce popolare. Si racconta infatti che il poggio di Ghiazzuolo fosse abitato dai diavoli che impedivano di costruire il castello. Fu tentato più volte di esorcizzare il luogo, ma inutilmente, finché grazie a una reliquia di San Niccolò, Satana fu cacciato e fu possibile finalmente edificare il castello. A testimonianza della cacciata dei diavoli si mostra ancora oggi un segno impresso nella roccia detto l’impronta del diavolo.

Il castello subì delle modifiche quando divenne la residenza dei podestà fiorentini, rimanendo tale dal Quattrocento fino al Settecento. Successivamente, col trasferimento della sede podestarile a valle, l’antico castello diventò casa colonica.

Nel 1970 il castello fu acquistato dall’attuale proprietario, maestro Giovanni Biondi, il quale, con grande passione, ha permesso la conservazione del complesso e il suo progressivo restauro.

Il castello di San Niccolò si raggiunge per mezzo di una moderna strada carrozzabile oppure affrontando l’erta della via pedonale che permette di godere uno stupendo panorama. Al termine della via pedonale si arriva sotto la torre dell’orologio. Passata la porta, sulla sinistra è visibile il forno comune mentre sulla destra c’è un edificio rettangolare con finestre a feritoia che era la chiesa parrocchiale di San Niccolò, oggi restaurata e adibita a piccolo museo della civiltà castellana. Più avanti, sempre sulla destra, alla fine del borgo, si trova l’edificio della podesteria di Castel San Niccolò, edificio a un solo piano, interessante per il portale con l’architrave monolitica in cui compaiono tre stemmi. Di notevole interesse è la cappella del Crocifisso, all’interno della quale si trova un crocifisso affrescato entro una nicchia, con ai lati la Madonna e San Giovanni, e sopra la data leggibile 1439. Si vuole che il Crocifisso sia stato dipinto , per ringraziamento della liberazione dal conte Galeotto, su una analoga opera fatta da un prigioniero con l’uso della mollica del poco pane che gli davano.

Il “Borgo alla Strada” è l’attuale Strada in Casentino dove venne mantenuta la sede podestarile, soppressa solo con il decreto del 2 agosto 1838. Monumento importante di questo paese è l’antica pieve romanica di San Martino a Vado, che pare facesse parte dei sette edifici fatti erigere dalla Contessa Matilde di Canossa. Risalente agli inizi del secolo XI, la chiesa, che ha vissuto numerose traversie, rappresenta la tipica espressione dell’arte romanica, con tre navate e divisa in sette campate da sei colonne monolitiche. Misteriosi i motivi che ne ornano i capitelli: secondo alcuni studiosi rappresenterebbero un vero e proprio ciclo allegorico nel quale sarebbero riprodotte le varie fasi della creazione dell’Universo. Interessante è anche la Cappella della Visitazione che si trova in piazza Matteotti, non distante dalle “Logge del Grano”.

 

LUOGHI E MONUMENTI DA VISITARE NEL TERRITORIO DI CASTEL SAN NICCOLO’

 

CETICA

  L’ameno borgo montano alle pendici del Pratomagno è situato lungo la parte alta del torrente Solano ed è costituito da borgate sparse tra campi coltivati e castagneti. I conti Guidi furono i signori di questa zona e, almeno fin dal 1209, Guido di Tegrimo possedeva una sua corte in Cetica. Nel 1349 gli abitanti, uniti a quelli di Castel San Niccolò, Montemignaio e l’alta valle del torrente Solano, ribellandosi alla signoria dei Guidi si dettero a Firenze entrando a far parte della Podesteria della Montagna Fiorentina. Di particolare interesse può essere la visita di alcuni luoghi, quali i ruderi del castello di Sant’Angelo, l’antica sede della Podesteria  detta “casa Tribunale”, il ponte romanico, le chiese di impianto romanico. Le chiese sono tre: San Michele, la più grande, di origine monastica dell’Ordine Vallombrosano,  che conserva ancora il carattere romanico nonostante abbia subito nel tempo pesanti restauri, San Pancrazio, appartenente a un interessante complesso che comprende la casa canonica, la casa del contadino, la caratteristica corte centrale. Risalente al XII secolo, ha visto manomettere alla fine del Settecento il suo normale orientamento, con l’abside rivolta a est, capovolgendone l’asse centrale. Interessanti sono i resti di affreschi trecenteschi. Santa Maria, che è la più antica delle tre chiese, presenta la caratteristica di avere il campanile a torre staccato e pendente, in virtù forse di danneggiamenti subiti durante l’ultima guerra. Nel territorio di Cetica vi sono alcuni antichi mulini ad acqua, uno dei quali, il “Balenaio”, è ancora in attività. Una nota a parte meritano i “Bagni di Cetica”. La località termale era già nota nel 1205, quando si ha notizia della scomparsa delle acque a causa di una frana e della loro ricomparsa nel 1686. Attualmente esiste un semplice stabilimento termale costituito da tre piccole stanze con vasche di acqua gelida, nelle quali è di rigore immergersi accaldati per usufruire di tutti i benefici effetti dell’”Acqua di San Romolo”.

 

BORGO ALLA COLLINA

 

  Località vicina a Strada in Casentino, sulla strada statale n.70, il “borgo collinare” è una terrazza dalla quale si domina l’amena valle del torrente Solano. Fra le “cose” da vedere e da gustare segnaliamo: il castello dei Conti Guidi, dei secoli XI e XII, che conserva pressoché intatta la torre mentre il corpo principale è stato egregiamente restaurato. Il castello, che fu assegnato, alla fine del 1400, a Cristoforo Landino in premio dei servigi resi, in particolare per il commento alla Divina Commedia, ospita oggi l’Accademia Casentinese di Lettere, Arti, Scienze ed Economia, presieduta dal professor Vittorio Vettori; la tomba monumentale di Cristoforo Landino, del quale conserva i resti del corpo mummificato, che si può visitare nella chiesa parrocchiale di San Donato; il pregevole polittico dello Sposalizio mistico di Santa Caterina, alla base del quale, da un’iscrizione in latino, si ricava che fu commissionato nel 1423 dalla contessa Elisabetta, allora proprietaria del castello. Anche il dipinto, del “maestro di Borgo alla Collina”, si può ammirare nella chiesa di San Donato. In prossimità delle mura residue castellane si apre la Porta d’Orgi, l’unica delle quattro porte medievali giunta ai nostri giorni allo stato originario. Attraverso la porta, in mezzo ai campi bagnati dalle acque dell’Arno giovane, sorge l’Oratorio di Sant’Agata d’Orgi del quale si hanno notizie risalenti all’anno 989 d.C. La chiesetta di campagna è legata alla tradizione religiosa e popolare del Cristo d’Orgi che veniva invocato, fino a qualche decennio fa, con processioni e preghiere, nei periodi di perdurante siccità. Un altro caratteristico “sito” da vedere è Il Borghetto, stretto vicolo con edifici d’epoca medievale sopravvissuti alle distruzioni della seconda guerra mondiale.

 

  A meno di un chilometro da Strada in Casentino, in direzione di Montemignaio, si trova Prato di Strada, piccolo borgo cresciuto in una zona pianeggiante ai lati della via. Da visitare c’è la chiesa di San Giovanni Battista, al cui interno c’è un pregevole affresco del XVI secolo, la Madonna della Consolazione.

Oltrepassato Prato, attraversato un ponte sulla sinistra in direzione di Garliano, si trova l’abitato di Spalanni con la chiesa dedicata a Santa Maria, che conserva due tele settecentesche, la Madonna del Rosario e la Maddalena in adorazione del Crocifisso.

Tornati indietro, e continuando la strada per Montemignaio, si incontra Rifiglio, dove è l’Oratorio di Santa Maria ad Isola con l’affresco della Madonna che fu distrutto durante la guerra e poi ricostruito nel dopoguerra.

Giunti al bivio per Cetica si trova Pagliericcio, dove si può visitare la Chiesa del Santissimo Crocifisso che ospita una tempera su tavola raffigurante la Madonna con Bambino e Santi.

Tornati a Rifiglio si possono raggiungere altre interessanti località del Comune di Castel San Niccolò: Battifolle, che conserva i resti di un castello dei Guidi e la Chiesa di San Biagio, Ristonchi dove è situata la Chiesa di San Niccolò, al cui interno si possono vedere i resti di un affresco con San Sebastiano, Caiano dove si trova la Chiesa di San Silvestro che è ricordata in un documento del 1253, Vertelli, agglomerato di case sparse sulla riva sinistra del torrente Scheggia che scende da Montemignaio, dove si trova la Chiesa di San Michele.

 

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Sito Comune di CASTEL SAN NICCOLO'