SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

 

             E’ innegabile che, tra le manifestazioni – e sono davvero tante – che la Provincia sostiene con l’obiettivo di valorizzare le peculiarità e le tradizioni di questo nostro territorio, il rapporto che mi lega alla Mostra della Pietra Lavorata di Strada in Casentino è del tutto speciale.

Per chi, come me, ha operato per dare vita a questa manifestazione, seguendone la costante crescita e la consacrazione a livello nazionale, è particolarmente gratificante constatare che gli sforzi fatti ogni anno dal Comitato organizzatore e dal Comune - cui la Provincia non fa mancare il proprio sostegno - producono gli effetti sperati e consentono di rendere sempre più qualificato questo appuntamento annuale.

            Quando, all’inizio degli anni ’90  si fece strada l’idea di dare vita ad una manifestazione che potesse recuperare e valorizzare la tradizione della lavorazione della pietra, prima che questa si estinguesse o comunque non fosse più patrimonio della vallata, tutti coloro che contribuirono alla realizzazione di questa rassegna avevano consapevolezza di quanto importante fosse far emergere dall’ombra una attività che in passato aveva  avuto un significato economico importante.

Nel corso degli anni siamo andati ben oltre.      Grazie all’impegno profuso dagli organizzatori, alla straordinaria abilità dei maestri scalpellini e degli scultori intervenuti, la rassegna ha continuato ad attrarre l'attenzione di un numero sempre maggiore di visitatori, offrendo - nel contempo - agli addetti ai lavori un'occasione, ormai consolidata e di assoluto rilievo nazionale, per elaborare iniziative nuove, fare il punto di quelle in atto, scambiarsi esperienze culturali e professionali. Un modo efficace per contribuire alla salvaguardia di questa tradizione, divulgandola anche e soprattutto tra le nuove generazioni.

            Nel corso degli anni dalla rassegna di Strada sono partite iniziative di grande valore culturale ed artistico. Basti ricordare la bella mostra dedicata a S.Francesco, esempio concreto di come  legare l'arte della lavorazione della pietra con la storia e la cultura del Casentino. Ricordo la tappa aretina, con le 90 sculture ospitate nello scenario davvero suggestivo e quanto mai appropriato del sottochiesa di S.Francesco. Migliaia di persone hanno visitato quella mostra, che è servita a rendere omaggio a un Santo che è nel cuore di tutti gli italiani, ma che ha anche svolto pienamente la funzione di promuovere l'arte della pietra lavorata e il Casentino.

            Non meno importante mi pare l'iniziativa mirata alla creazione di un vero e proprio museo della pietra lavorata, da intendere come punto di riferimento costante per tutte quelle attività che attorno a questa rassegna si muovono nell'arco dell'intero anno.

            Oggi, a dodici anni di distanza da quella prima edizione della mostra, se ci guardiamo indietro vediamo un percorso lungo e ricco di soddisfazioni. Ma sarebbe sbagliato sentirsi appagati. Restano obiettivi importanti da conseguire e la tradizione della lavorazione della pietra, per quanto abbia riconquistato un suo spazio rilevante tra le tradizioni locali, non può dirsi al sicuro. La Mostra, dunque, mantiene intatto tutto il proprio ruolo. Quello che è cambiato, in questi anni, è la maggiore sensibilità che l’intero sistema locale ha sviluppato verso queste tematiche. La battaglia per riaffermare la necessità di sostenere e rilanciare le attività che vengono dalla nostra cultura e dalla nostra tradizione può dirsi vinta. Sarebbe però sbagliato abbassare la guardia. Il successo di una iniziativa sta nella capacità di dargli continuità e di individuare sempre nuovi obiettivi da raggiungere.

            Questa è la strada sulla quale proseguire, insieme, per far si che il grande impegno profuso fino ad oggi sia la base per una crescita costante.

                                                                                                                       Vincenzo Ceccarelli