SAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI AREZZO

 

 Esistono tradizioni che affondano le origini nei tempi più lontani e che accompagnano l’uomo da sempre, in tutte le epoche e le stagioni, caratterizzandosi e stratificandosi senza soluzione di continuità, senza mai finire.

Si tratta di tradizioni che sono parte integrante della stessa storia dell’uomo, segni e tracce che dall’antichità giungono fino a noi per proiettarsi verso il futuro. La tradizione e l’arte della pietra lavorata appartengono a questo genere, forse più e meglio, anche a livello di simbolo, di ogni altra forma artigianale e artistica. La pietra, infatti, segna l’evoluzione umana: da arma primordiale a materia prima per raffinati ornamenti e oggetti fino a  giungere a costruzioni monumentali e opere d’arte.

La pietra è inoltre simbolo di forza, perseveranza, duttilità e insieme resistenza.

Come poche altre, la terra d’Arezzo, con le sue straordinarie vallate, si caratterizza per l’impiego della pietra e per altrettanto straordinarie figure di artigiani depositari della sua lavorazione: gli scalpellini, i cavatori, i tagliapietra, per i quali, tuttavia, non può essere sottaciuta anche una vena artistica inestinguibile, tramandata da lavori che mettono in luce aspetti che ben oltrepassano l’abilità e la perizia manuale.

In questo contesto, la Mostra della Pietra Lavorata di Castel S.Niccolò svolge da tempo un importante ruolo di valorizzazione e divulgazione delle antiche tradizioni che contraddistinguono in particolare la terra del Casentino  e la Camera di Commercio non può che plaudere a simili iniziative cui si deve non soltanto la conservazione di arti e mestieri ma anche il loro rilancio in un’ottica che supera la realtà locale con risvolti che assumono valenza internazionale.

In un’epoca in cui le dimensioni sono “globali” e proprio per questo meno identificabili, sono soprattutto tradizioni come queste che fanno riemergere con valore l’identità locale, il “genius loci” che caratterizza, che segna, che distingue che fa comprendere il valore dell’apporto umano, del suo intervento sulla materia. E quando questa materia è la pietra, il connubio si personalizza come accade raramente e lega in maniera profonda l’artigiano o l’artista al mezzo espressivo, all’ambiente, ed anche al paesaggio.

Non resta quindi che ringraziare tutti coloro che, a vario titolo, concorrono a fare il successo dell’iniziativa apprezzandone l’impegno dal quale discendono anche la valorizzazione complessiva del territorio in termini di turismo e cultura unitamente alla conservazione delle tradizioni più nobili di questa terra.

 

Pietro Faralli
Presidente Camera di Commercio di Arezzo